Il tabù nella salute: parliamo della visita urologica maschile

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I dati sulla visita urologica maschile sono allarmanti. Solo il 10-20% degli uomini (contro l’oltre 50% delle donne) vi si sottopone periodicamente e 9 su 10 si rivolgono al medico curante o allo specialista, solo nei casi di gravi patologie.

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Cos’è la visita urologica maschile?

La visita urologica maschile è una visita medica, non dolorosa e non invasiva, che viene effettuata dall’urologo, ovvero dal medico specialista nello studio e nella cura delle malattie dell’apparato urinario. A cosa serve? Ha come obiettivo quello di diagnosticare, escludere o monitorare un disturbo di carattere urologico, tra cui: incontinenza, infezioni e calcolosi delle vie urinarie, disturbi legati alle funzioni sessuali, neoplasie, infezioni genitali maschili e femminili, prostatiti (nell’uomo).

Visita urologica maschile

Come si svolge la visita urologica maschile?

Dopo una prima fase di anamnesi, in cui l’urologo raccoglie informazioni sul paziente, sui suoi sintomi e abitudini e su eventuali casi in famiglia di malattie urologiche, si passa alla visita vera e propria. Non si tratta di un’indagine dolorosa o invasiva, essa prevede una palpazione del basso addome, della zona genitale e un’esplorazione rettale per permettere al medico di effettuare la valutazione di eventuali problematiche. È spesso abbinata ad altri esami specifici, non è necessaria nessuna preparazione e non ci sono controindicazioni.

La prevenzione in ambito urologico

Ma quali sono le regole “d’oro” da seguire per una corretta prevenzione in ambito urologico?
Secondo la Società Italiana di Urologia (SIU):

1) bere con regolarità un’adeguata quantità di acqua

2) seguire una corretta alimentazione.

3) controllare la normale conformazione e lo sviluppo dell’apparato genitale dei bambini.

4) effettuare una visita urologica nelle varie età della vita: pubertà, età adulta e terza età.

5) prestare attenzione a quante volte si urina e se si sente bruciore.

6) ricordare che nella vita di coppia l’infertilità dipende nel 50% dei casi dal maschio.

7) prestare attenzione ad eventuali perdite involontarie di urina.

8) consultare sempre l’urologo se si vede sangue nelle urine.

9) effettuare superati i 50 anni almeno una volta all’anno un prelievo di sangue per controllare i valori ormonali.

10) mantenere una sana vita sessuale a tutte le età.

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